mercoledì 15 maggio 2019

Reportage

Quest'oggi siamo qui per parlare del secondo progetto fotografico che ci ha impegnato in un reportage fotografico sul mercato del giovedì di Mantova. 
Sempre assegnatoci dal prof. Manfredini, ci siamo recati al mercato accompagnati dal professore stesso.
Come lo scorso esercizio fotografico dovevamo seguire dei punti:
  • IDEAZIONE: Cosa voglio raccontare? Mercato del giovedì a Mantova
  • PROGETTAZIONE: Come mi organizzo? Quali strumenti? Quali obiettivi? treppiede? Quando vado? come mi muovo?
  • RIPRESE: Come racconto la mia storia? Metodo dall'universale al particolare
  1. Contesto: sfondo, interazione tra il mercato e la città (si deve capire che è a Mantova)
  2. Caratteristiche principali: Bancarelle, ambulanti e il mestiere degli ambulanti
  3. Dettagli: quello che si vende, prodotti e cartelli con i prezzi
  4. Atmosfera: i clienti e il mercato
  • EDITING: Quali e quante foto scelgo? 12 (3 foto per ogni tipologia) poi 4 (1 per ogni tipologia) e poi 1 che racconta al meglio il servizio effettuato
  • POST-PRODUZIONE: Come ottimizzo le mie foto? Miglioro le immagini con software appositi e le esporto in base alla destinazione d'uso.

Ed ecco le mie 4 migliori fotografie per tipologie:

Contesto
Atmosfera

Dettagli

Caratteristiche Principali




sabato 11 maggio 2019

Ritratto di moda

Quest'oggi sono qui per parlare del primo progetto fotografico assegnatoci dal Professor Manfredini a seguito delle esercitazioni svolte in precedenza riguardanti punto linea e superficie, la teoria del campo, la regola dei terzi e gli elementi del linguaggio fotografico.
Il primo progetto fotografico è riguardante la moda, dovevamo infatti prendere un soggetto (amico o famigliare) che fosse disposto a farsi fotografare con uno stile di abbigliamento (streetwear, elegante...).
Ma dovevamo seguire dei punti:
  • IDEAZIONE: Cosa voglio raccontare? Uno stile di abbigliamento associato ad uno stile di vita
  • PROGETTAZIONE: Come mi organizzo? Scelgo un modello, uno stile di abbigliamento ed una location.
  • RIPRESE: Come racconto la mia storia? 
  1. Contesto: rapporto tra modello e location: E' un ritratto posato, il modello guarda sempre in camera.
  2. Caratteristiche principali: Il prodotto che indossa, che vogliamo promuovere
  3. Dettagli: del prodotto
  4. Atmosfera: azioni della persona, non guarda in camera 
  • EDITING: Quali e quante foto scelgo? 12 (3 foto per ogni tipologia) poi 4 (1 per ogni tipologia) e poi 1 che racconta al meglio il servizio effettuato
  • POST-PRODUZIONE: Come ottimizzo le mie foto? Miglioro le immagini con software appositi e le esporto in base alla destinazione d'uso.
Io come modello/a ho scelto la mia amica Patricia, facendola indossare vestiti con marca Levis, ed ecco le 4 migliori foto divise per tipologia:

Prodotto

Dettaglio

Contesto

Atmosfera





































sabato 4 maggio 2019

Copertina Diario scolastico

Ciao a tutti.
Il Prof. Mantineo e la Prof.Marangoni ci hanno assegnato un nuovo lavoro che viene fatto fare ogni anno alle classi terze dell'indirizzo grafico: abbiamo eseguito la grafica del diario della nostra scuola (Arcoeste).Tutto ciò è stato svolto nelle ore di laboratorio a seguito di uno studio su quali fossero gli argomenti più adatti da poter inserire nella nostra copertina e questa è stata la mia proposta:


mercoledì 10 aprile 2019

Elementi del linguaggio fotografico



Oggi vi parlerò degli elementi del linguaggio fotografico
Gli elementi per la lettura stilistico/ linguistica di un' immagine fotografica sono: la composizione, la luce e il colore.
Mentre elementi base per la composizione di un’immagine fotografica riguardano:
la scelta del soggetto, l'inquadratura, il punto di vista e le linee guida.


Per tutti gli elementi e le loro sottocategorie andavano eseguiti scatti sia per il paesaggio che per il soggetto (29 buoni scatti per il soggetto e 21 per il paesaggio).







sabato 6 aprile 2019

Regola dei terzi

Oggi vi parlerò di una tecnica fotografica molto importante: la regola dei terzi.
La regola dei terzi è una regola compositiva. Immagina un quadro diviso da due linee orizzontali e due verticali, il risultato sono 9 quadrati perfettamente uguali. 
Quello al centro è il fulcro ed ogni suo angolo è costituito da un punto di forza. In totale quindi abbiamo 4 punti di forza in cui mettere un soggetto.
Si chiamano punti di forza perché è qui che si concentra l’occhio visivo dopo aver visualizzato il centro.
Questa regola può essere applicata a qualsiasi scenario e formato, l’importante è utilizzare in maniera equilibrata e regolare le due linee orizzontali e verticali.
Le fotocamere di nuova generazione consentono di visualizzare la griglia al momento dello scatto tramite un apposito tasto, in modo da avere una chiara visione e non imbattersi in un errore di valutazione che pregiudicherebbe il risultato finale.




mercoledì 20 marzo 2019

Teoria del campo

Oggi vi parlerò della teoria del campo:
E’ una teoria messa a punto nel 1971 da Attilio Marcolli divenuto fondamentale per tutti quelli che si occupano di design, progettazione e comunicazione visiva in genere.
La nostra percezione avviene per MODELLI DOMINANTI, per configurazioni che si sono formate man mano nella nostra mente. Gli stimoli che percepiamo vengono da noi organizzati in base alle configurazioni che possediamo.
La teoria è molto importante per tutti quelli che si occupano di comunicazione visiva, e che vanno alla ricerca di forme forti da usare nella comunicazione persuasiva.
La teoria del campo dice che possiamo considerare come “CAMPO” un insieme di elementi, un territorio, una zona delimitata in cui avvengono certi fenomeni o comportamenti secondo regole o criteri che valgono solo all’interno, del campo ma all’esterno non valgono più.




mercoledì 13 marzo 2019

PUNTO LINEA SUPERFICIE

Oggi vi farò vedere delle fotografie su punto, linea, superficie....
In questa esercitazione che ci ha dato il prof Manfredini dovevamo eseguire 5 scatti ciascuno di essi contenenti punti linee o entrambe posati ovviamente su una superficie, 
ma le fotografie non dovevano avere troppe linee o troppi punti perché se no sarebbero diventatate molto confusionarie.